Wednesday, February 3, 2016

What is he talking about?



Noam Chomsky is amazing as usual! For his entire career this person has been on the payroll (for 65 years) of one of the main Academic institutions (MIT) that create this dominant class and the ideological environment in which we live. Then he comes on stage and makes, apparently, one of his many speeches against that same system that nourishes and sponsors him! Isn’t that just one more sign of the sophistic age we live in? Apart from the usual concatenation of interpretations that he claims to be “facts” in this video he also spreads, once again, the common ideology of the so-called “democracy” as being this amazing system, that if “the people” would have been heard, we would not be in such and such situation! Isn’t this one of the most vulgar forms of contemporary ideology? As far as I can remember, “the people” voted to give hemlock to Socrates, to crucify Jesus, and to elect and strongly support Benito Mussolini, Adolf Hitler and many, many more (too many to be just coincidences). If we have the dominant class that we have, it is exactly because the majority of people fully identify with them! Senatores boni viri, senatus autem mala bestia (translation: Senators are good men, the Senate, on the other hand, is an evil beast).
One possible question on the topic of “The Emerging World Order” (whatever this means apart from the reference to his book “The emerging New World Order”, 2012) is: if universities, instead of indoctrinating students with the most vulgar ideologies of our sad times, spreading legitimized ignorance, and providing entry tickets to the system of power, would instead offer real education, would we still be where we are now? In this video, Chomsky even criticizes the same Mario Draghi who received a degree from the same institution (MIT) where Chomsky has received a comfortable income for his entire life! Are we so intellectually corrupted that we cannot perceive this paradox anymore? The fact that people like Chomsky and his fellows, can be taken seriously seems to me just one further proof of the disaster into which our society is sinking.
The “Emerging World Order”, to use Chomsky’s expression once again, is strongly supported by contemporary academia and his ancillary role of corroboration of any form of corruption in power. And this is one of the many reasons why contemporary Academia has nowadays developed into the worst enemy that knowledge has ever faced in human history. Not even Caligula or the Caliph Omar (the one who allegedly ordered General Amr ibn al-As to destroy what remained of the Library of Alexandria with the famous sentence, “If those books are in agreement with the Quran, we have no need of them; and if they are opposed to the Quran, destroy them!”) have been so dangerous to human knowledge as the contemporary diploma mills that all over the globe are selling “darkness as light, and light as darkness; that put bitter for sweet, and sweet for bitter” (Isaiah 5:20). It is mostly because of the role of Academia in the contemporary world that ideas have almost no place in our society and opinions have the dominance in quite every field (see the difference between ideas and opinions in Platonic epistemology), basically turning intelligence into either deviousness or stupidity. Dreadful for us are all the consequences of such a horrendous confusion of darkness with knowledge.


Thursday, January 7, 2016

Catilina è ancora tra noi

 Incompetenza, assenza di prospettive e incapacità rappresentano, oggi, la triade di gestione in quasi ogni area e, tra gli incompetenti al timone, la cancelliera tedesca Angela Merkel spicca ai primi posti della classifica. Superfluo aggiungere che una persona tale, in un mondo che non avesse da tempo perso quasi ogni criterio di valutazione che non si allontani dalla sciocchezza o dalla più crassa stupidità, non avrebbe mai dovuto o potuto aspirare alla Cancelleria dello Stato, di nessuno Stato, neppure di uno immaginario. Comunque, per quanto riguarda l’incompetenza, con l’aggiunta di una pesante dose d’indifferenza verso i cittadini ed il Paese, in Italia possiamo certo vantare dei primati ben peggiori con l’attenuante, però, che i nostri Presidenti del Consiglio non hanno, per varie e lunghe ragioni, la stessa influenza geopolitica del Cancelliere tedesco. Se l’Europa “unita”, concetto impensabile sulla base della sola unione monetaria e del Moloch della Banca cialtrona Centrale Europea, durerà a malapena un ventennio, lo dobbiamo anche all’incapacità e inadeguatezza di questa signora Merkel che, per uno dei tanti misteri della politica, continua a stare al suo posto a dispetto di tutto. Alle prossime elezioni la signora Merkel sparirà dal panorama politico lasciando, però, un’Europa non più in grado di sollevarsi da anni ed anni di politiche scombinate e germanocentriche. Come si diceva, in Italia non brilliamo certo per l’acume dei nostri politici, ma quantomeno il danno che questi possono fare è limitato, mentre mettere la mediocrità di una tizia come la Merkel al timone di uno dei Paesi a maggior influenza in Europa, ha determinato una maggior destabilizzazione dell’equilibrio tra Paesi europei ed i risultati cominciano ad emergere e diverranno sempre più chiari tra l’anno appena giunto ed il 2018. Se a queste premesse si combinano tutti gli altri scenari possibili e si pone mente alla situazione globale con gli Stati Uniti, totalmente in mano ad oligarchie a volte persino familiari,[1] la solita allegria proveniente dal mondo arabo, un dittatore imberbe con armi atomiche in Corea del Nord, tensioni tra Cina e Stati Uniti o tra Russia e Stati Uniti, per non toccare, poi, l’abisso economico prodotto da politiche monetarie sconsiderate, allora il disastro – o il solito riassetto a spese e sangue dei popoli – appare come inevitabile.
            Scegliere degli incompetenti ha sempre avuto un caro prezzo per ogni società ed in ogni tempo, ma per qualche motivo la storia umana è letteralmente cosparsa da questo pernicioso errore: se non sono incompetenti, sono malvagissimi e se non sono malvagissimi sono una sorta di Senatore Antonio Razzi. Quando si è invece avuta una fortuita combinazione storica la quale ha posto dei governanti competenti e capaci al controllo di una società, i risultati hanno dato benefici che ci consolano e raggiungono ancora nel nostro tempo, ma questa è una delle tante evidenze storiche delle quali non ci si cura. Oggi come ieri: O tempora, o mores.

(Sergio Caldarella, Catilina è ancora tra noi, “Il Pungolo”, Roma, 6 gennaio 2016)



[1] Non so se in Italia si sia colto il fatto che, in questa fase delle elezioni presidenziali americane, ci sono quattro candidati da ambo le parti che sono, come nella peggior tradizione italiana, figli o parenti di altri politici e due sono persino un figlio di ex Presidente e l’altra moglie di ex Presidente.

Tuesday, December 22, 2015

Sulla Lezione “magistrale” di Zygmunt Bauman - How good people make bad society.



Il fatto che Zygmunt Bauman, come si evince dal video della “lezione” al Teatro Franco Parenti di Milano (5 febbraio 2015), rimanga talmente affascinato dall’opera teatrale contemporanea Good people di David Lindsay-Abaire, un racconto senza racconto che egli cita e dall’ambivalenza etica del personaggio (Stevie) che detiene, in questo testo teatrale, un micropotere che lo forza ad agire in maniera contraria alle sue convinzioni etiche, dimostra solo la morbosa attrazione che individui come Bauman provano per l’ambiguità etica così centrale nelle loro vite e carriere. L’atteggiamento che Bauman descrive nel comportamento di quel supervisore (Stevie) nella piece teatrale di una banalità stravolgente è eticamente aberrante e non può contenere alcuna giustificazione né alcuna morale se non quella della mera aberrazione alla quale il potere pretende sempre, invece, di conferire una legittimazione che non possiede. La questione sul presunto carattere di Stevie non è per nulla se egli sia “buono” o “cattivo”, come la vuol proporre Bauman o come si faceva una volta nelle scuole elementari con i buoni da un lato ed i cattivi sull’altro lato della lavagna, ma è ancora il tema della responsabilità e dell’agire individuale di fronte alla società.
Questo tema della presunta ed assoluta necessità sociale di obbedire a dei dettami viene proposto da lungo tempo, ma nella modernità ha assunto un carattere grottesco, soprattutto quando si considera l’uso che ne fecero i gerarchi nazisti al processo di Norimberga e, successivamente, Adolf Eichmann durante il processo di Gerusalemme dichiarando di “aver eseguito solo degli ordini” (Ich habe nur Befehle ausgeführt). Agire in conformità ad un ordine mostruoso o aberrante significa soltanto agire in maniera mostruosa o aberrante ed il fatto che l’orrore possa venir proposto, o introdotto, nella forma di un ordine gerarchico non ne mitiga né riduce in alcun modo la responsabilità degli esecutori. Chiunque agisca secondo principi che considera in sé discutibili o apertamente immorali sta agendo immoralmente e basta! Il concetto del dirigente che dice, come nell’esempio carezzato da Baumann, “sai, mi dispiace, ma devo eseguire degli ordini o agire in conformità ad un modello altrimenti perderei anch’io il posto di lavoro e, per questo, devo licenziarti” è la mera riproposizione della vecchia argomentazione secondo cui l’autorità solleva dalla responsabilità e dal giudizio etico. L’autorità di coloro che non percepiscono più un’eventuale dissonanza tra etica e comando (diversa da etica e comandamento) si trasforma in un mero potere di esecuzione di direttive impartite da coloro che hanno il controllo reale e gli esecutori di questi dettami si contentano, o si rallegrano, di esser ombre parassitarie del potere e, per questa magra parvenza, vendono e svendono anche l’anima. Come ben direbbe Victor Hugo: «C’è gente che pagherebbe per vendersi». In realtà Bauman– e tutti quelli (troppi) che traggono stipendiato vantaggio dalla terribile situazione concettuale della modernità –, con il suo discorsetto ambiguo che ripete antichi copioni, sta semplicemente giustificando se stesso e tutti coloro i quali mettono bellamente in pace la loro coscienza, o quei brandelli rimasti, ripetendo a se stessi e dicendo agli altri che hanno solo eseguito gli ordini di chi regge il bastone – e questa è, forse, proprio la ragione principale per la quale il discorsetto “carino” di Bauman piace ai molti.
Come sarebbe bello poter chiedere a questi signori come Bauman: “ma voi che parlate in maniera così aulica ed altisonante cosa fate, poi, oltre a queste belle parole che siete tanto bravi a propagare?” Sans erreur de ma part, il signor Bauman è uno dei tanti che sono stati per tutta la vita parte piena ed integrante dell’establishment accademico e sociale della nostra epoca, oppure erro? Già da giovanissimo, uno dei suoi primi incarichi durante la guerra, mentre era membro della Prima Armata Polacca organizzata dai sovietici, era anche quello di “istruttore di educazione politica” che, all’epoca, era un altro nome per i propagandisti di regime o commissari politici. Il fatto che, a suo tempo, sia stato oggetto di campagne denigratorie e diffamatorie da parte dei suoi vecchi padroni/compagni sembra gli abbia conferito, in occidente, un’aureola di santità culturale che egli certo non possiede in quanto è semplicemente passato dal padrone in toga rossa a quello con il doppio petto in grigio; Bauman non è certo un Aleksandr Solženitsyn come si vorrebbe far credere e tutto il suo curriculum lo dimostra – o la comparazione tra i due curricula. Questo signore è stato, per tutta la vita, un accademico stipendiato, ossia un becchino della cultura, proprio in quelle sedi che rappresentano i luoghi cardine e paradigmatici della degradazione etico-culturale della nostra epoca e adesso se ne viene a fare dei bei discorsetti sulla situazione di quella stessa società di cui è complice e corresponsabile? La corresponsabilità di Bauman è anche data dall’aver provveduto a formare (fornire certificati) ai rampolli di quella borghesia che sostiene e impone questo modello di mondo autoritario basato sul comando e il bastone o, come direbbero altri, sulla carota e il bastone. Come diceva un vero grande intellettuale di un tempo: «no es raro encontrarse con ladrones que predican contra el robo, non è raro incontrare dei ladri che predicano contro il furto» (Miguel de Unamuno). Inoltre, se questi blateratori di belle parole fossero davvero molesti ai controllori del mondo, quelli che reggono saldamente il bastone, potete stare ben tranquilli che non verrebbero pubblicati con gran fanfara né verrebbero chiamati ad interloquire in vasti forum, né riceverebbero premi e premietti un po’ ovunque. Rimane da porsi una domanda chiave: ma perché tutta questa sofistica ammansente? Cui prodest?

Sunday, November 1, 2015

The simplistic use of statistics.

Trying to find a pattern only through recursivity, without being able to individuate a general law determining that specific behavior, is simply making an observation regarding a future event without any bearing to the future.

(Sergio Caldarella)