Wednesday, August 1, 2018

Domani è già oggi.

Quella che segue è la traduzione di un articolo online del libero giornalista tedesco Oliver Scheel, collaboratore di Wetter.de. Testi come questo mostrano la gravità della situazione climatica contemporanea e, al tempo stesso, quanto il dibattito culturale autentico su temi e problemi della più profonda gravità sia ormai relegato ai margini della società, nonostante l’urgenza drammatica di un tale dibattito ed a dispetto dei benefici che se ne trarrebbero.

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Blog del 24 luglio 2018: Tempeste e disastri ovunque e noi continuiamo come se nulla fosse.

In Grecia 75 morti, in Giappone 41 gradi, una temperatura mai misurata prima, incendi boschivi fuori controllo in Svezia e Lettonia, ossia nel freddo Nord Europa, alte temperature a Capo Nord ed una grave siccità in Germania. In più anche un tornado negli Stati Uniti, oh, ma non parliamone più. Così come non vogliamo parlare dei 21 morti causati da tifoni in Vietnam mentre in Bangladesh, come annunciato dall’associazione SOS-Kinderdörfer, il prossimo disastro è imminente. Oltre 100.000 bambini sono in pericolo mortale a causa del monsone. E allora?
Quelli che preferiscono chiudere gli occhi sulle enormi dinamiche del cambiamento climatico dicono che è sempre stato così. Sì, l’uno o l’altro evento climatico singoli si sono sicuramente verificati una volta o un’altra, ma la violenza e l’intensità delle crisi cui assistiamo è nuova, così come la loro estensione. Il cambiamento climatico è qui, è reale ed assale con forza allarmante le nostre esistenze.
Al momento la politica conosce solo il tema “rifugiati e integrazione”. Al tempo stesso, i nostri capi di governo non si avvedono del fatto che il cambiamento climatico è una delle cause della migrazione che aumenterà enormemente nei prossimi anni.
La finestra d’opportunità per limitare il cambiamento climatico a due gradi si chiuderà presto. Forse si è già chiusa e non lo sappiamo. I drastici cambiamenti nel nostro clima, così come si nota al momento, avranno un pesante impatto sulle nostre vite. In Germania ci stiamo dirigendo verso condizioni climatiche di tipo spagnole o almeno simili al nord Italia. Questo significa che abbiamo bisogno di più serbatoi idrici a causa dei fiumi in secca, forse dovremo anche coltivare piante molto diverse. Tutto ciò produrrà costi devastanti per la nostra economia. Esattamente la stessa economia che, in uno sforzo congiunto con i governi europei, sta attualmente ponendo in secondo piano il tema dei cambiamenti climatici. Vi saranno perdite nel settore del turismo e dell’agricoltura, enormi costi sanitari e una spesa esorbitante per le infrastrutture idriche da realizzare. Eppure continuiamo ad andare avanti come se non ci fosse un domani. E con questa arroganza e ignoranza, lasciamo ai nostri figli un pianeta distrutto. Semplicemente perché non vogliamo vedere con quanta velocità sta cambiando tutto. Con lo sguardo verso il basso continuiamo ad andaresempre più giù verso la catastrofe climatica.

Oliver Scheel

Sito web: https://www.wetter.de/cms/olis-klimablog-das-klima-kreist-aus-und-keinen-juckts-4125726.html
(Fonte: wetter.de)
Traduzione dal tedesco di Sergio Caldarella.

Testo originale:

Blog vom 24: Juli 2018: Unwetter und Katastrophen überall - und wir machen einfach weiter wie immer

Das hat es doch schon immer gegeben, sagen die, die die Augen vor der enormen Dynamik des Klimawandels verschließen. Ja, singulär hat es das ein oder andere Ereignis sicher schon einmal gegeben. Aber die Wucht und die Intensität der Krisen ist neu, genau wie das Ausmaß. Der Klimawandel ist da, er ist real und er greift mit beängstigender Kraft nach uns und unseren Leben.
Aber die Politik kennt derzeit nur das Thema "Flüchtlinge und Integration". Dabei verkennen unsere Staatenlenker sogar, dass der Klimawandel eine der Fluchtursachen ist. Und zwar eine, die in den kommenden Jahren enorm zunehmen wird.
Das Zeitfenster, den Klimawandel auf zwei Grad zu begrenzen, wird bald geschlossen sein. Vielleicht ist es schon geschlossen. Wenn sich unser Klima aber so drastisch verändert, wie es sich momentan andeutet, wird das für unser aller Leben einen heftigen Einschlag bedeuten. Wir steuern in Deutschland auf spanische oder wenigstens norditalienische Verhältnisse zu. Das heißt: wir brauchen mehr Stauseen, weil Flüsse trocken fallen werden, wir müssen vielleicht ganz andere Pflanzen anbauen. Das wird alles verheerende Kosten für unsere Wirtschaft erzeugen. Genau jene Wirtschaft, die derzeit in gemeinsamem Schaffen mit den europäischen Regierungen den Klimawandel schön auf die lange Bank schiebt. Einbußen im Tourismus, Einbußen in der Landwirtschaft, enorme Gesundheitskosten und horrende Ausgaben für die zu errichtende Infrastruktur für unsere Grundversorgung mit Wasser.
Aber wir machen einfach so weiter als gäbe es kein Morgen. Und wir hinterlassen mit dieser Arroganz und Ignoranz unseren Kindern einen kaputten Planeten. Einfach, weil wir nicht einsehen wollen, wie schnell sich alles wandelt. Augen zu und ab in die Kimakatastrophe.
Oliver Scheel ist Freier Journalist und arbeitet für Wetter.de. Er setzt sich deshalb für den Klimaschutz ein, weil er keine Lust darauf hat, dass alles vor die Hunde geht.

(mehr dazu bei wetter.de)